Sull'isola delle sirene si sono versati fiumi d'inchiostro. Rivoli asciutti oramai, prosciugati dal sole giaguaro: la storia dice che dalla notte dei tempi è la romantica bellezza di Capri a dare sapore alle parole scritte sull'isola e non viceversa. È la magica prospettiva sui faraglioni a equilibrare le rime più acute (di Rilke e D'Annunzio), come è il colpo d'occhio sulla scalinata di Krupp a dosare l'ingordigia delle note più discusse (di Gorkij e Malaparte). È l'intima armonia della Piazzetta a addolcire le più lucide pagine (di Conrad, Turgenev e della Yourcenar) e sono i sentieri panoramici che si snodano sul monte Solaro, rughe floreali di mezza costa, a profumare i più taglienti aforismi (Marinetti e Oscar Wilde). Non solo. Chi non l'ha detta o scritta tra cene futuriste consumate al Quisisana o eccentrici festini celebrati nei panoramici giardini di villa Lysis, l'ha comunque filmata: da Totò a Godard. Dipinta meno (a parte i vedutisti dell'Ottocento come Carelli o Aagaard) perché, pur essendo Capri un paradiso cromatico, la sua luce p sovente polverosa, biaccosa; insomma fu poco stimolante, per esempio, per i pittori delle avanguardie storiche. Sorretti dall'alcolica musa dei calici di Anacapri, gli illustri villeggianti capresi furono comunque ingolositi da odori introvabili altrove e attratti da uno straordinario paesaggio. Tra luoghi prodigiosi, arcani e comuni, anche il più semplice morso è diventato un incontenibile, letterario ed erotico peccato di mente. E Capri un "inferno di mistico azzurro".
Inconsueta è la gloria intellettuale di Capri e vanta origini romane, Virgilio per primo (Eneide, capitolo VII). Perciò ora Capri, col nome che porta, può fare di tutto e di più. Vende attenta il suo brand. Cosi la costa di fronte a Napoli, "che scende a guisa di anfiteatro, ricca di vigneti, di aranceti e di boschi di ulivi", come la descrisse Hans Christian Andersen nel 1835, è diventata per il profitto dei produttori di ceramiche e liquori, babà e cioccolatini, gelati e granite, profumi e saponi, tutta giallo limone. Così ha Pure tolto a Sorrento il primato nei rugoso e ovale femminello. E non importano più le lontane, agre ed esotiche origini di terraferma né che, profugo delle accecanti limonaie della piana sorrentina, l'agrume navighi ogni giorno sulla perlacea Bocca Piccola approdando nei mercati capresi alle polverose luci dell'alba. Oggi, riferiscono almeno i pieghevoli ad usum turistico, è tra le ville care a Gide, nella Piazzetta più celebre d'Italia, tra le epiche e severe sentinelle di mare più fotografate al mondo e la Grotta Azurra più esplorata del Mediterraneo (non è la sola, Otranto insegna), che il “vero limone caprese" si esibisce in colorate ed estrose performance. Esempi didattici di magie pubblicitarie.
Forse è meglio considerare Capri a digiuno, cerebrale e dietetico. Senza flagellare le poliformi e blasonate vetrine giallo-Carthusia o giallo-Buonocore e gli showroom che scandiscono il passeggio digestivo in via Camerelle, affollato di giap in "puma" e yankee in "fredperry", e senza discutere le frettolose pizzerie che hanno sostituito gli antichi ristori cari a Somerset Maugham, alla Morante e perfino alla viziatissima Liz Taylor. In fondo ammiccano sempre in mezzo a monasteri, torri saracene e belvedere mozzafiato. Meglio dunque ridire le sue decantate meraviglie. Che da sole resistono al peso del tempo in barba agli sprint promozionali e al viavai internazionale.
Claude Debussy, ospite negli anni Dieci di Ottorino Respighi che aveva musicato le poesie di D'Annunzio. Il Vate fu infatti un grande estimatore dell'isola e soprattutto della sua caciottella: "candido tenero umido formaggio che serba la più fresca verginità del lattea. Sempre in festa, nei pressi, i limoni (questi storici davvero) di villa San Michele ai piedi di monte Solaro. Curati con affetto da Axel Munthe, precipitato a Napoli nel 1883 per assistere i malati di colera, ma poi rifugiato a Capri dove gli isolani mai lo lasciarono tranquillo, decorano la dimora gonfia dei reperti archeologici collezionati dal famoso medico-scrittore svedese.
Le dorate colonne neoclassiche annunciano invece, sulla via Tiberio, villa Lysis. La terrazza panoramica, che guarda la Costiera amalfitana, nel 1897 fu quinta di pantagruelici e libertini banchetti dove Oscar Wilde, cacciato dall'albergo Quisisana (aveva appena scontato la condanna per sodomia nella prigione londinese di Reading Gaol), sfogò il suo malumore. Assai benvoluto fu al contrario Alberto Savinio. Nell'approdo di Marina Grande, verso le 11 del mattino, si vedono i covoni di reti che incantarono Savinio: "... al riparo di  Marina Grande poche barche dormono sulla fiducia delle ancore. Quelle più pigre o chi sa? malate, sono coricate sulla riva e riposano al fianco come foche che allattano i loro piccini. Stese tra palo e palo, e stanche d'insidiare i pesci, le reti s'asciugano al sole".
È però la Piazzetta Umberto I il salotto di Capri, il simbolico crocevia di tutta l'isola. Affollata per la colazione da star e politici (Tom Cruise e D'Alema in primis ante omnia), è intima e unica, anche se non ospita più il mercato, senza diritto di parcheggio, improvvisato dalle contadine di Anacapri, cariche di vino bianco, fichi, frutta, fave e broccoli, e dalle mogli dei pescatori di Marina Grande che vendevano zuppe di scorfano e pesci di scoglio. Proprio quei primi di cui Totò, che nel 1949 interpretò L'imperatore di Capri diretto da Luigi Comencini e sceneggiato da Marcello Marchesi, andava ghiotto. È nella Piazzetta che Rilke nel 1906, quando ancora "si sforzava di diventare un poeta puro e assoluto a qualunque costo", ebbro di quel vino bianco chiamato ancor oggi Lagrime di Tiberio, venne folgorato dal ballo della tarantella: "che ballo... come ideato da satiri e ninfe, la natura selvaggia, I'astuzia, il vino sincero". Amava passeggiare per i vigneti di Anacapri come Lenin che, ospite di Gor'kij nel 1908 e nel 1910, si consolava delle magre battute di pesca (si dice che tirasse troppo la lenza) giocando a scacchi e seccando caraffe di bianco, tanto che la moglie, la Krupskaja, rivelò in seguito che dei soggiorni capresi il rivoluzionario ricordava solo la bellezza del mare e il vino locale.
Oggi Anacapri, con le sue stradino bianche e candide che si raggomitolano intorno alla chiesa di S. Sofia, è diventata di moda. Lontana dalla pazza folla, è un'oasi di serenità. Ma lo è sempre stata. Solo che ai tempi di Moravia e della Morante, allo scoppio della seconda guerra mondiale, era anche particolarmente economica, perfino più di Roma: “conducevamo una vita da bohémiens, molto povera, divisa tra il lavoro e i bagni di mare". In questi luoghi si innararono. Poi decisero di sposarsi e il loro matrimonio durò venti anni durante i quali tornarono spesso a Capri, l'isola di il disprezzo. Come Sophia Loren d'altronde, che nel 1959 vi interpretò il film La baia di Napoli assieme a Clark Gable e Vittorio De Sica. Perché qui "la vita non è reale, è un'opera", diceva Maksim Gor'kij.
Per la star nostrana, Capri è a un tiro di schioppo dalla natia Pozzuoli; per l'ex top model di oltreoceano Cindy Crawford, altra patita dell'isola, un po' più lontana. Ma tant'è... sarà la fortificazione semicircolare di punta Carena o il vestibolo della Grotta Bianca o t'il regno dei diavoli" della Grotta Azzurra o l'ipnotico campanile a due orologi di S. Sofia o il lido senza tempo dei bagni di Tiberio o l'astratta scalinata della via Krupp: lo scoglio verde di Capri è stato e rimane uno dei "luoghi comuni" più inebrianti d'Italia.

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Isola del Mar Tirreno localizzata nella parte meridionale del golfo di Napoli. Famosa meta del turismo italiano ed estero assorbito da numerosi hotel. Gli hotel a capri vi permetterano di gustarvi un panorama incantevole, da vedere i Faraglioni che sono degli scogli in cui si aprono grotte tra cui la famosa Grotta Azzurra chiamata così per il colore delel sue pareti. Hotels si possono trovare anche ad Anacapri dove si può visitare Villa San Michele con il suo magnifico giardino oltre alla già menzionata Grotta Azzurra. Di seguito un elenco degli alberghi dell'isola:

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Via Camerelle
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la palma Capri Hotel
Via Vittorio Emanuele III
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la floridiana Capri Hotel
Via Campo di Teste
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Hotel punta tragara Capri
57, Via Tragara
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20, Via Serena
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118, Via Marina Piccola
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Via Capodimonte, 2
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Via Camerelle


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