Termini si trova a piazza Cinquecento raggiungibile dal largo di Villa Peretti a via Marsala,Esquilino e Castro Pretorio.
Ricorda i cinquecento soldati italiani massacrati a Dogali dagli Abissini nel 1887, e questo dal 1888, perché prima la piazza si chiamava di Termini dalla stazione ferroviaria, la quale a sua volta prendeva il nome dal Palazzo di Termini, l'edificio che faceva parte della Villa Peretti Montalto, divenuto poi Collegio Massimo.
Ai cinquecento di Dogali è stato anche eretto nel 1887 un monumento, opera di Francesco Azzurri, sormontato da un obelisco egiziano trovato nell'Iseo Campense, nei cui geroglifici si esalta Ramesse il Grande.
Il monumento fu nel 1924 trasportato nel vicino giardino di via delle Terme per lasciare miglior accesso alla piazza e, nel 1937, fu posto alla sua base il Leone di Giuda, in bronzo dorato, conquistato ad Addis Abeba durante la campagna d'Abissinia.
Dopo la seconda guerra mondiale, il simulacro bronzeo-dorato è stato restituito all'imperatore I d'Etiopia.
La zona è chiamata dal Bufalini, nella sua pianta del 1551, altissimus Romae locus, per il monte di terra formato dai riporti per l'apertura della via Sistina, che venivano regolarmente scaricati su questa piazza.
Anzi, sulla cima del monte, fu posta una statua di donna seduta che i Romani, chissà per quale strana associazione, credettero fosse la Giustizia.
Il monte fu spianato quando si iniziarono i lavori per la costruzione della prima stazione ferroviaria e la statua sparì: in cambio, però, affiorarono dal terreno le mura antiche. miticamente attribuite a re Servio Tullio e perciò delte Serviane, ancor oggi visibili sia sulla piazza che nei sotterranei della nuova stazione.
La stazione Termini fu inaugurata nel 1867 per la linea Roma-Ceprano; era solo un baraccone, cui si accedeva, per mezzo di due scale esterne di legno.
Vi era annesso un buffet per il quale aveva la concessione il cameriere favorito del cardinale Antonelli, un certo Liberato Aureli.
Quasi in quell'epoca iniziarono però i lavori per ingrandire la stazione termini secondo il progetto dell'ingegner Bianchi in collaborazione tecnica con il Minière; si completarono solo nel 1873, contestualmente al passaggio a Roma della capitale.
Questa prima costruzione di Termini resse fino al 1938, quando fu smantellata, e nel 1950 venne inaugurata la nuova testata; il progetto iniziale della stazione Termini iniziale era di Angiolo Mazzoni Del Grande, a cui si devono le parti laterali. Il definitivo progetto fu degli architetti Eugenenio Montuori. Annibale Vitellozzi, Massimo Castellazzi, Vasco Fadigati e degli ingegneri Leo Calini e Achille Pintonello.
Nella sala di rappresentanza della stazione Termini si trova un cippo di marmo dedicato nel 1956 ai ferrovieri morti nelle ulti time guerre; nel sottosuolo si trova la Stazione della Metropolitana Termini e un interessante Acquario exoterico.




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