Soggiorno a Roma

Hotel Roma Flaminio

Flaminia (via) Dal piazzale Flaminio ai confini del Comune, FlamiliO, Parioli, In, Pinciano, Tor di Quinto, Tor di Quinto, nonché e Zone di Grottarossa, Labaro e Prima Porta.
Fra le più celebri delle vie consolari, fu aperta da Caio Flaminio che la condusse fino a Rimini: più tardi, il figlio la prolungò fino ad Aquileja e questo secondo tratto ebbe il nome di via Ravenna, in omaggio alla città di Ravenna che attraversava.
La via partiva anticamente dalla Porta Ratumena, prossima al sepolcro di Bibulo (odierna piazza Venezia) e comprendeva la via del Corso, ma ad un livello sensibilmente più basso dell'attuale.
In seguito, allorché Aureliano ebbe costruita la sua cinta difensiva, il primo tratto della via rimase incluso nella città (ed è l'attuale via del Corso) mentre la strada iniziò dalla Porta Flaminia (ovvero Porta del Popolo) appositamente aperta perché la via potesse liberamente slanciarsi verso il nord.
Prima che nel Medioevo fosse abbandonata per la via Cassia, la strada ebbe grandissima importanza e ciò è comprensibile poiché era il solo aggancio verso il nord e da questo verso Roma; papi e signori fecero a gara ad acquistarvi sontuose vigne e fabbricarvi ville e casini dei quali oggi non resta quasi più nulla, a parte la villa di Giulio m.
Caratteristica era la villa dei Mignanelli, nella quale Salvatore Rosa con alcuni compagni, aveva fondato una specie di teatrino all'aperto dove si recitava a braccio, nel più puro stile della Commedia dell'Arte.
Aveva un impegno culturale anche quella dei Maculani poi Odescalchi, nella quale si riuniva l'Accademia degli Arcadi, mentre si segnalava per raffinatezza quella dei Sannesi ricordata da scrittori come il Filene ed il Baglioni.
La più famosa è senza dubbio quella di papa Giulio, per la quale v. piazzale di Villa Giulia.
Durante l'invasione francese, ebbe il nome di via Imperiale in omaggio a Napoleone ma questo toponimo durò assai poco seppure fu mai ufficialmente riconosciuto, poiché se ne parla solo in una lettera del prefetto Tournon al sindaco duca Braschi.
Ebbe anche il nome di via Flumentana per le piene del Tevere che la raggiungevano e l'inondavano prima che i lavori ordinati da Clemente x all'olandese Meyer - che ne ha lasciato una relazione corredata da molte belle tavole, oggi divenuta rarissima - ponessero fine all'inconveniente.
Nel secolo scorso la via Flaminia correva fra due mura parallele, interrotte ogni tanto da portali che davano accesso alle vigne signorili, da caratteristiche osterie con insegne originalissime, da palazzotti di buona architettura quando non erano addirittura piccoli capolavori.
Unico palazzo che si è salvato è quello di Pio IV.
Numerosi artisti scelsero questa via per i loro studi: il più famoso, Mariano Fortuny che vi morì ed il suo studio (al n. 120) fu per un certo periodo occupato da un altro pittore, Pieretto Bianco; oggi è ridotto a magazzino (via Mariano Fortuny).
Rientra infatti nella zona del cosiddetto Borghetto Flaminio, lungo il tratto della via che fronteggia piazzale della Marina; si tratta di un agglomerato di casupole e capannoni abusivi alle falde della Villa Poniatowski (via di Villa Giulia), dove lavorano centinaia di artigiani.
Questi saranno sfrattati e le strutture demolite, perché l'area è stata destinata dal Comune al grande Auditorium che la città aspetta da oltre cinquant'anni; ma i lavori non inizieranno prima del 1889.
La via Flaminia moderna non ha più il sapore campagnolo e popolare di un tempo ed ha quindi perduto il fascino della scampagnata fuori porta a bere il "vino delle proprie vigne".
Rientra ormai nella vita quotidiana urbana.
Flaminio (lungotevere, piazzale, ponte e viale) Il lungotevere dal piazzale delle Belle Arti al ponte Duca d'Aosta, Flaminio; il piazzale tra Porta del Popolo e via Flaminia, Flaminio e il  Pinciano; il ponte su corso di Francia; il viale ha mutato nome in viale del Muro Torto.
Il toponimo deriva per tutti dalla via consolare.
Il lungotevere, ampio e ricco di belle palazzine d'epoca, è caratterizzato da centri sportivi sul Tevere come la Fondazione Cavalieri di Colombo, progettato nel 1934 da Bruno Ernesto La Padula.
Palazzina Furrnanik. Di notevole eleganza, è forse la palazzina più prestigiosa di Roma. Progettata da Mario De Renzi, fu costruita tra il 1941 e il 1942 e presenta una struttura compatta con una serie di logge a sbalzo che corrono lungo tutta la facciata.
Sul piazzale un tempo erano allogate numerose scuderie e rimesse per carrozze e cavalli, ed è logico, dal momento che di qui partivano carrozze e cavalli per galoppate e gite fuori porta.
La facciata della Porta del Popolo (corrispondente all'antica porta Flaminia) che dà sul piazzale è opera di Nanni di Baccio Bigio nel 1565; ha un solo arco tra due coppie di colonne antiche, con una trabeazione dorica sormontata da una grande lapide che forma un attico e dallo stemma papale di Pio IV tra due cornucopie.
Le due statue di S. Pietro e S. Paolo, opera di Francesco Mochi, solo del 1638; attualmente sono state asportate per essere restaurate.
I fornici laterali furono aperti solo nel 1879 e per aprirli si rese necessario demolire le due torri che fiancheggiavano l'antica porta e che erano state ricostruite dall'imperatore Onorio.
slulla sinistra del piazzale, rispetto alla porta, in fondo, la Stazione della ferrovia Roma-Viterbo e, più lateralmente, il solenne ingresso alla Villa Borghese.

Hotel Flaminio Roma 4 stelle
Hotel Flaminio Roma grazioso albergo a conduzione famigliare è in ottima posizione, vicino alla piazza, in una tranquilla strada lastricata, piena di gallerie d'arte e antiquari.
La reception, il bar e la sala per la colazione, in chiare tinte pastello, hanno i pavimenti in marmo. Le camere sono silenziose, con tappezzerie chiare arredi in tinta.

Hotel Roma Flaminio 3 stelle
Hotel Flaminio Roma attrae a prima vista, gli arredi sono piacevolmente vissuti e comprendono un grande specchio macchiato dal tempo.
Hotel Flaminio Roma con una piccola sala per la colazione e un bar caffè che da sulla reception rivestita in pietra. Le camere hanno i pavimenti in piastrelle o legno e i bagni tendono a essere piccoli, quasi tutti con solo la doccia.

Hotel Flaminio Roma 2 stelle
Classico hotel Flaminio Roma intimo e conviviale, questo albergo occupa una piccola villa settecentesca in alla piazza.
La colazione è servita a un tavolo comune, sotto lo sguardo di un pappagallo. Alcune camere hanno il soffitto a cassettoni. Considerata la posizione, è necessario prenotare con molto anticipo, soprattutto per le camere che danno sulla terrazza.

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