Soggiorno a Roma

Hotel Roma Piazza Barberini

Piazza, via e vicolo Barberini la piazza tra via del Tritone e via di S. Basilio, la via dalla piazza al largo di S. Susanna, il vicolo dalla piazza Trevi e Colonna.
Nella topografia cittadina costituisce uno dei maggiori centri ed è di grande importanza.
Anticamente era il Circo di Flora ove si celebravano i Ludi Floreali in onore dell'avvento della primavera. Si trattava di una particolarissima festa nella quale le danzatrici finivano nude e simbolicamente mimavano i gesti dell'amore.
Si racconta che una volta giunse al circo il severo censore Catone ed il popolo ammutolì di colpo mentre la festa si arrestava: Catone si accorse dell'imbarazzo che la sua presenza causava e subito si allontanò; scoppiarono gli applausi ed il lascivo spettacolo riprese indisturbato.
Poco lontano, dove oggi c’è il giardino del palazzo Barberini, vi era un tempietto che Numa Pompilio aveva consacrato a Giove, Giunone e Minerva, chiamato dai romani rebus Capitolium, il Campidoglio vecchio.
La piazza si chiamò Grimana per una vigna ed una casa di proprietà del patriarca di Aquileia, cardinale Grimani; esiste ancora - alI'angolo con via degli Avignonesi - una lapide di omaggio a Paolo v dove si parla della «adiacente area detta Grimana».
La vigna fu lasciata in fidecommesso alla famiglia Grimani finché Sisto v la rilevò per quattromila canne, delle quali mille servirono per l'apertura della via Felice e le rimanenti furono vendute a privati a scopo edilizio.
Più tardi nel 1625 circa, la piazza prende nome di Sforza a Capo le Case per le proprietà del cardinale Sforza che comprendevano anche la villa del cardinale Rodolfo Pio da Carpi.
Infine, dopo Alessandro Sforza Santafiora, duca di Segni, il terreno ove sorgeva la già villa Carpi fu acquistato dal cardinale Francesco Barberini che vi fece erigere il palazzo dal quale la piazza prende nome definitivo.
Nella pianta del Dupérae infatti (che è del 1640) già si legge «platea dominorum de Barberinis».
Quasi ogni giorno dalla piazza muoveva in passato un orribile corteo. Infatti, allorché si rinveniva un cadavere il più delle volte sfigurato, lo si poneva su di un carretto dinanzi alla fontana del Tritone e poi, dopo una ragionevole sosta, lo si portava in altri luoghi della città mentre un banditore invitava il popolo a riconoscere la salma.
L'incarico fu poi affidato alla Compagnia della Buona Morte e ad altre Confraternite, fino alla fine del XVIII secolo, quando il macabro uso venne a cessare.
Piazza Barberini - che molto piaceva agli stranieri ed agli artisti per quel misto di città e campagna che dava quasi impressione di villeggiatura, coi branchi di capre e pecore che pascolavano tranquillamente sul tappeto erboso intorno alla fontana e con l'esser quasi all'estremità della città - fu neri 800 luogo di abitazione e studio di pittori e scultori, anticipando in questo la non lontana via Margutta.
Fra gli stranieri più noti che vi ebbero alloggio, si ricordano Milton, Bjorson, Taine ed il Thorwaldsen che vi ricevette la Commenda del Bajocco. Era questa una scherzosa decorazione (un medaglione di bronzo pendente da un nastro giallo-amaranto. colori di Roma) che artisti scapigliati conferivano nella Osteria del Bajocco, esistente accanto alla celebre friggitoria di Francesco Jannie figlio Antonio.
La piazza era chiusa, ove oggi è l'imbocco della via Barbenni, da uno degli ingressi del palazzo, un grande arcane detto volgarmente "il portonaccio", dal quale si entrava nel famoso Teatro Barberini, eretto dal Bernini nel 1634 come teatro di corte, capace di duemila posti, che restò in opera fino al 1873.
Oggi lo ricorda l'omonimo cinema così come una moderna rosticceria ci rammenta i friggitori Janni.
La pietà dei romani volle erigere edicole votive alla S. Vergine; all'angolo di via S. Basilio ve n'è una, moderna, con il motto: MATER FONS AMORIS.
Un'altra, più antica (1700), è posta in una cornice di stucco con una discreta tela della madonna con S.Filippo, copia del quadro che è in S.Maria in Vallicella.
Altre ve ne sono negli androni dei palazzi e delle case, come quella al n.95 dipinta a fresco sul muro sull’andito.
La via- che prima dell'8 settembre 1943 era dedicata alla regina Elena - fu intitolata nel 194S a Giovanni Amendola e successivamente prese il nome attuale, più aderente alla realtà storica del luogo.
Il vicolo - già detto "delle colonnette di Barberini” dalle famose colonnine con catena. per cui si disse anche Catena di B. li - ospitò lo studio del Thorwaldsen che vi ricevette Leone XII in visita al monumento a Pio Vll  commissionato  ai celebre scultore.
Vi ebbe studio anche un altro celebre marmorario: il Tenerani.

Hotel Barberini Roma 4 stelle
Hotel di Barberini Roma le camere, da poco ristrutturate, sono molto accoglienti. Dal ristorante sulla terrazza a cui si accede con un ascensore panoramico in vetro, si gode di una magnifica vista sulla piazza.

Hotel Roma Barberini 3 stelle
Hotel Barberini Roma è in un palazzo rinascimentale appena restaurato, che affaccia su una piccola strada. Conserva il massiccio portone di legno e all'interno le porte a pannelli.
Un labirinto di corridoi conduce alle camere da letto del hotel Barberini Roma, semplici e confortevoli. Nell'attico vi è una lussuosa suite.

Hotel Barberini Roma 2 stelle
Classico hotel Barberini Roma in casa colonica recentemente restaurata ha un interno rustico con le pareti a calce e i pavimenti in cotto.
Le camere da letto dell’edificio principale hanno finestre basse, soffitti con travi a vista e bagni nuovi di zecca.

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