Soggiorno a Roma

Hotel Roma Piazza Navona

Navona è corruzione di Agone e come Campo di Agone e rammentata fin dai più antichi tempi.
Errata era invece la vecchia denominazione di piazza del Circo Agonale poiché un circo di questo nome non vi fu mai.
Vi fu invece il circo di Domiziano del quale la piazza conserva la forma e del quale alcuni resti si possono ancora vedere in capite Agonis cioè verso l'Apollinare, oggi isolati nel sotterraneo di un moderno palazzo, in modo tale da permetterne la vista.
Il livello della piazza è attualmente sopraelevato di circa sei metri dal piano originario.
Agones erano appunto i giochi che si facevano nel circo di Domiziano e da adone" si fece "in agone", "innagone" e quindi Navona, toponimo che ha resistito fino ad oggi.
Lo stadio venne costruito da Domiziano (e poi restaurato da Alessandro Severo nel III secolo) intorno all’ 85 d.C.; misurava m 275 ca. in lunghezza e 106 in larghezza, ed era capace di 30.000 posti.
Il perimetro esterno doveva essere costituito da due ordini di arcate su pilastri di travertino; dietro queste, al pianterreno, correvano tre ambulacri paralleli tra i quali erano i pilastri e i muri radiali che sostenevano la cavea e grandi ambienti on muri in mattoni intercalati da numerose scale che portavano ai due set:ori sovrapposti delle gradinate che un podio separava dall’arena.
Decaduto l'impero, la piazza diventa un centro longobardo poiché i monaci di Farfa possiedono numerosi beni nel campo Agonale; proprio dai egesti di Farfa possiamo avere una descrizione abbastanza precisa di come si presentava la piazza Navona intorno all'anno Mille.
Lo stadio di Domiziano era ancora interamente chiuso con una sola via che correva lungo i carcerI verso le attuali vie di Pasquino e Canestrari; la piazza era divisa in piccoli orticelli con qualche casupola.
L’immancabile pozzo e la chiesetta di S. Agnese, la primitiva, sotto una delle arcate dello stadio, dette iptae da cui il toponimo con il quale qualche volta è definita la piazza cioè, criptae Agonis.
La vera vita della piazza comincia però assai più tardi e cioè nella seconda metà del XV secolo, allorché vi viene trasferito il mercato che si face. ai piedi del Campidoglio.
A piazza Navona ogni mattina doveva tenersi mercato della frutta e delle verdure e, una volta alla settimana, il mercoledì non festivo, quello dei prodotti degli artigiani: utensili, scarpe, vestiario, stoffe.
Piazza Navona, regolata nella propria attività da apposite leggi, divenne la principale piazza commerciale della Roma dei papi, usi sul piano di quello che una volta era stato il Foro romano nella Roma pagana.
Un colpo duro alla vita commerciale " della piazza fu dato da Innocenzo X, che decise di fare costruire il palazzo di famiglia e sospinto anche dalla cognata Donna Olimpia Maiadilchini   soprannominata la  pimpaccia di piazza Navona, trasformò il luogo in una sorte di corte pamphilj; e la piazza fu detta anche Reggia Pamphilia vennero l’obelisco e  le fontane e dal salotto furono cacciati venditori ambulanti e popolani; così il papa si alieno ogni simpatia popolate per le soprattasse di cui gravò continuamente il popolo, onde ricavarne denari destinati a far progredire i lavori edilizi della piazza.
Ben presto il malcontento popolare crebbe e giunse ai livelli di guardia e Innocenzo x fu costretto a porre sentinelle armate a difesa dei cantieri prima e degli edifici appena terminati poi.
Cosicché, quando nel 1655 il papa morì, nessuno si assunse il compito di provvedere alla sepoltura delle sue spoglie: né la Camera Apostolica, rimasta quasi dissanguata da lui, né i parenti.
Si racconta anzi che la potente Donna Olimpia rubasse da sotto il letto del cognato pontefice, appena spirato, le ultime due casse di denaro e dichiarasse poi d'essere rimasta tanto povera da non poter contribuire all'acquisto della bara.
Anche gli altri parenti del defunto papa non furono da meno di Donna Olimpia e saccheggiarono le stanze papali lasciandovi solo una camicia e una coperta e sostituendo perfino un candelabro d'ottone con uno di legno.
Piazza Navona non perse in ogni caso la caratteristica scenografica che la sua origine di stadio le aveva assegnato per tradizione.
Si tennero infatti nel Medioevo corride con bufali e vacche, corse di cavalli, scontri a suon di bastonate, cuccagne di maiali e corse di cavalli; ma il clou di questi spettacoli rimase il famoso "lago .
Ogni sabato sera d'agosto si chiudevano gli sfoghi delle fognature e si lasciava che l'acqua delle fontane, traboccando, allagasse tutta la piazza o quasi. Baracconi così descrive queste serate: «Carrozze in forma di gondole giravano per la piazza inondata e la caduta dei cavalli, il gettito ai ragazzi di monete nell'acqua, fuochi di bengala la sera, serenate ecc. erano tali divertimenti che al giorno d'oggi, pieno di musoneria, noi quasi non sappiamo concepire».
Quest'uso, iniziato sotto Innocenzo x, sospeso per ragioni d'ordine pubblico e d'igiene, ripristinato da Clemente XI, durò fino al 1866, allorché fu definitivamente soppresso.
Ma in ogni caso, morto papa Innocenzo x, e a dispetto della splendida bellezza di ambienti e monumenti creati, il mercato tornò nella piazza e vi restò per altri due secoli, insieme ai vani tentativi di regolarne l'attività e il conseguente insudiciamento della piazza e dei dintorni.
Fu solo nel 1869, un anno prima che Roma divenisse capitale, che il vivace mercato fu definitivamente allontanato e trasferito a Campo de' Fiori dove tutt’ora si trova.
Ma i Piemontesi vollero ridare alla piazza il volto gaio e affollato di cui avevano tanto sentito parlare e ordinarono che nella piazza si tenesse in occasione dell'Avvento, cioè delle feste di Natale, quel particolare mercato che da tanto si teneva sulla piazza prospiciente la vicina chiesa di S. Eustachio.
Era il mercato in cui si vendevano «balocchi e cianfrusaglie per befane» e «figurine di terra cotta a uso di presepe». E lo stesso mercato che ancora oggi si tiene dalla metà di dicembre all'Epifania e che dalla piazza stessa prende il nome di Befana di piazza Navona.
Finita la Befana, la piazza continua ad essere centro di ritrovo dei Romani, poiché è stata dichiarata "isola pedonale" con transito vietato a tutti i veicoli e si è dato il permesso a giovani artisti di esporre e vendere le loro opere.

Hotel Piazza Navona Roma 4 stelle
Questi hotel Piazza Navona Roma è un albergo piacevole, a due passi da piazza Navona e dalla scalinata di Trinità dei Monti, nascosto in un vicolo della vecchia zona degli artigiani.
Le camere del hotel Piazza Navona Roma sono di vario tipo: alcune eleganti, altre semplici e piuttosto piccole. Il soggiorno, raffinato e intimo, ha panneggi,statue, un enorme specchio dorato e divani in velluto rosa.

Hotel Roma Piazza Navona 3 stelle
Molti hotel Piazza Navona Roma collocato in posizione ideale, in una strada acciottolata a due minuti a piedi da piazza Navona, è un albergo semplice, con camere un po' fuori moda.
Le sale del hotel Piazza Navona Roma, invece, sono eleganti e dall'attico si gode di una splendida vista, proprio sulla cupola della vicina chiesa della comunità portoghese.

Hotel a Piazza Navona Roma 2 stelle
Classico hotel Piazza Navona Roma in una strada piuttosto rumorosa dietro piazza Navona, il Genio offre camere semplici, accoglienti e confortevoli.
Va comunque preso in considerazione per la posizione e la terrazza sull'attico, dove si può fare uno spuntino.

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