Soggiorno a Roma

Hotel Roma San Giovanni in Laterano

Porta Maggiore (piazza e via di) La piazza da via Eleniana a via Giovanni Giolitti, la via dalla piazza omonima al viale Manzoni, Esquilino.
Prende il nome dalla porta omonima che è sulla piazza.
Porta Maggiore. Imponente, maestosa, non solo la più bella fra le porte romane, ma anche uno dei più bei monumenti della romanità giunti sino a noi, Porta Maggiore è un esempio di come i Romani sapessero costruire e conservare le forme originarie dei loro monumenti, nonostante i restauri, i rifacimenti e le nuove collocazioni che si rendevano necessari.
Claudio imperatore la fece alzare nel 52 d.C. per permettere l'attraversamento delle antiche vie Prenestina e Labicana all'acquedotto che porta il suo nome e che ancor oggi è visibile in gran parte dei suoi imponenti ruderi.
La porta, interamente in travertino, si compone di due fornici, uno dei quali (il sinistro, guardando con le spalle alla via di Porta Maggiore) immetteva sulla via Labicana (l'attuale Casilina), leggermente obliquo appunto per seguire la direzione della via, mentre l'altro immetteva sulla ria Tiburtina.
Sull'attico passano i condotti dell'acquedotto e le iscrizioni: ricordano la prima, in alto, sul condotto dell'Azio novus, l'opera di Claudio;la seconda sul condominio di mezzo che è quello dell’acqua Claudia, le opere di Vespasiano per il restauro del 71 d.C.; la terza, sul basamento dell'attico, il restauro di Tito nell'81 d.C.
Inserita nella cinta di mura di Aureliano, Porta Maggiore subì il rifacimento di Onorio che, fortificandola, la racchiuse come in una teca di mura che hanno portato fino a noi l'intera struttura romana.
A quel tempo, la porta era munita di tre grosse torri, una rotonda al centro e due quadrangolari ai lati, e tale rimarrà - sebbene varie volte restaurata - per tutto il periodo pontificio fino a Gregorio XVI.
Fu questo papa a ridare alla porta, abbattendo le ricostruzioni onoriane fra cui le torri, l'aspetto primitivo.
Differiva infatti dall'originale romano, solo per il restringimento dei fornici con la costruzione di un muro merlato.
Questo restauro totale avvenne nel 1838 e, proprio durante i lavori di demolizione delle costruzioni di Onorio, venne in luce un singolare monumento noto come il sepolcro di Eurisace.
Il restringimento merlato dei fornici di Gregorio XVI, fu demolito nel 1915 allorché il Comune di Roma sistemò il piazzale, ma il restauro più importante fu quello ordinato all'architetto Petrignani nel 1933, che riportò la Porta Maggiore così come oggi la vediamo.
Nei secoli la porta ebbe diversi nomi. Il primo, Porta Prenestina, dalla città di Preneste ove la via conduceva; Porta Labicana (ed anche Lavicana) da Lavico, cui conduceva la quasi parallela via; Porta Dominae, forse da un tabernacoletto in loco; Porta Major Sessoriana con allusione al vicino Sessorium; infine, il nome odierno che ebbe nel 919 dalla vicina basilica di S. Maria Maggiore.

Hotel San Giovanni Roma 4 stelle
Gli hotel San Giovanni Roma cherubini dipinti si inseguono sui soffitti della reception, festoni di fiori e di frutta sono intagliati nelle pareti del soggiorno e il parquet è coperto da soffici tappeti pastello.
I sevizi del hotel San Giovanni Roma comprendono sauna, salone di bellezza, parrucchiere e un ristorante famoso come uno dei più belli d'Italia. Le camere normali sono di vario tipo, ma potreste essere così fortunati da dormire in un letto davvero antico, leggendo alla luce di un autentico lampadario veneziano.

Hotel Roma San Giovanni 3 stelle
Hotel San Giovanni Roma non fatevi ingannare dall'esterno squallido del palazzo, l’albergo che occupa parte del terzo piano, è superiore agli altri alberghi di tipo economico.
Alle pareti color pastello del hotel a San Giovanni Roma sono appese stampe degli impressionisti e tutte le camere, i bagni e le sale comuni sono irreprensibili. Sono in via di realizzazione progetti per aumentare il numero di bagni.

Hotel San Giovanni Roma 2 stelle
Tipico hotel San Giovanni Roma  piccolo albergo gestito con molta cortesia, è situato sulle rovine di un taetro della città.
La colazione è servita sotto gli archi originali, il bar ha il pavimento in cotto e i tavolini in marmo. le camere il soffitto con le travi.

S. Giovanni in Laterano. Questa antica basilica, detta Aurea per i ricchi rivestimenti di marmo giallo dai riflessi dorati, fu eretta al tempo di Costantino sull'area dei Castra nova severiana degli equites singulares, la guardia a cavallo degli imperatori.
Di questi castra sono stati ritrovati avanzi in recenti scavi e forse la facciata della basilica altro non è che l'unico frontone della caserma degli equites opportunamente adattato.
Non sappiamo quando il Laterano divenne basilica cristiana ma certamente fu nel IV secolo poiché già al tempo dell'Editta di Milano troviamo donata alla Chiesa la Domus Faustae costantiniana e papa Milziade poté riunirvi il primo concilio contro i Donatisti.
La basilica, cattedrale di Roma fin dall'inizio, vede grandi cose: la ferrea Matilde vi ratifica la donazione a S. Pietro nell'o secolo; Innocenzo III depone Ottone e proclama la IV Crociata; il tribuno Cola di Rienzo fa udire la sua voce ed è qui, in questa basilica allora dedicata a Cristo Salvatore, che per la prima volta l'immagine del Redentore esce dal buio delle Catacombe ed appare alla luce del trionfo cristiano.
Numerosi i restauri e vi provvedono S. Leone Magno - dopo i danni causati da Genserico e dai suoi Vandali Adriano I e Sergio III; Niccolò IV  rifà l'abside ma causa la perdita dei preziosi mosaici di Flavio Costanzo Felice e sua moglie Pandusia.
Adì 6 maggio 1308, il primo incendio e rifacimento per cura di Clemente v e Giovanni XXII; passa poco più di mezzo secolo e la basilica è di nuovo distrutta dal fuoco.
Urbano v provvede al restauro (opera del senese Giovanni Stefani) e fa chiudere le credute teste degli apostoli Pietro e Paolo, in due sontuosi busti d'argento, cosparsi di pietre preziose.
Saranno rubati dai francesi nel 1798 e sostituiti dagli attuali, copie più che modeste e nemmeno fedeli agli splendidi originali.
Ancora restauri da parte di Martino v ed Eugenio IV; quasi tutti i papi successivi arricchiranno la zona di oratori e costruzioni finché arriverà al pontificato Innocenzo x che ordinerà la costruzione dell'odierna basilica.
Fra gli oratori, S. Pancrazio al Laterano, costruito da monaci cassinensi nel 528 sul luogo dell'antica sagrestia della basilica; S. Tommaso al Laterano, fatto edificare da Giovanni XII, nel 956 all'estremità del portico, dov'era anche il Secretarium lateranense, distrutto nel 1649; ed infine, S. Apollinare al Laterano, edificato da Adriano Xl; di tutti non resta alcuna traccia.
Il papa, come vescovo di Roma, subito dopo l'elezione e la consacrazione si è sempre recato in fastoso corteo a "prender possesso" della cattedrale di Roma, che è in pratica la propria sede vescovile.
Un tempo la cerimonia si svolgeva con dei particolari caratteristici nella basilica e ancor più nel Patriarchio , che furono poi accantonati da Pio v in poi. Restò una cavalcata pittoresca da S. Pietro alla basilica, lungo l'antica via Papale, testimone peraltro della famosa leggenda della papessa Giovanna nel tratto di via dei Querceti (v.).
Ormai il papa prende possesso di S. Giovanni in automobile e la fastosa immagine del corteo con codazzo di Guardia Nobile, Bussolanti e cardinali è solo un ricordo dei tempi in cui il prestigio della Chiesa e della sede di Roma si misurava anche dal fasto delle cerimonie.
Tra le leggende legate alla basilica va segnalata quella legata alla notte del 23 giugno, vigilia della festa di S. Giovanni, nella quale si diceva che le streghe si riunissero nei prati intorno alla basilica e che i Romani si divertissero a cacciarle via a suon di "pernacchie".
Si diceva inoltre che le streghe fossero capitanate ora da Diana, ora da Minerva, ora da Erodiade, talvolta da tutte e tre insieme; poi Diana e Minerva scomparvero lasciando a guidare il sabba la sola Erodiade, la folle baccante che chiese la testa di Giovanni e l'ottenne.
Le streghe si riunivano anche contemporaneamente sotto il noce di Benevento e nella valle di Norcia e si spostavano, naturalmente, a cavallo della famigerata scopa.
Oggi di queste cose si ride ma non sempre fu così; vi sono letterati che ne hanno scritto seriamente e diffusamente, e per lo più sono preti o persone legatissime alla Chiesa, tra le quali Martino del Rio, Paolo Grillando (un inquisitore!), Bartolomeo Spineo (frate e Maestro del Sacro Palazzo!).
Oltre le "pernacchie", i Romani adoperavano anche altri scongiuri ma al tempo stesso cercavano di vedere le streghe, sia sulla piazza di S. Giovanni che al Colosseo, altro luogo ritenuto sede di sabba.
Bastava portare una forcina appesa al collo, oppure agitare fiaccole e campanelle e poi tenere in bocca o al collo il principe degli scongiuri, un capo d'aglio. Cosi il Belli:
Ma a me, co' no scopijo ar giustacore e un capo-d aio 0 dua sott a li panni m'hanno da aspettò come 'n zignore.

Hotel Basilica San Giovanni Laterano Roma 4 stelle
Hotel Basilica San Giovanni Laterano Roma è situato in un palazzo del XV secolo sulle rive del Tevere, ed è vicino alle migliori attrattive tunstiche.
Fra i servizi per gli ospiti dell'hotel Basilica San Giovanni Laterano Roma piscina riscaldata, sauna, idromassaggio e solarium e baby-sitting

Hotel Roma Basilica San Giovanni Laterano 3 stelle
Hotel Basilica San Giovanni Laterano Roma le cui camere di questo accogliente albergo nel centro della capitale sono arredate in stile laziale; alcune hanno una romantica vista sulla basilica, la colazione è inclusa.

Hotel Basilica San Giovanni Laterano Roma 2 stelle
Questo moderno hotel Basilica San Giovanni Laterano Roma a conduzione familiare, in una strada tranquilla, offre servizio accogliente a prezzi ragionevoli.

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