Soggiorno a Roma

Hotel Roma vicino Colosseo

Colosseo. Detto anche Anfiteatro Flavio, fu iniziato da Vespasiano nel 72 d.C. e inaugurato da Tito nell` 80.
Il termine Colosseo gli fu dato forse dalla vicinanza al Colosso di Nerone, ovvero anche dalla mole stessa del circo ed infine  ed è la tesi più probabile  dal luogo detto anticamente Collis Isei, da un tempio di Iside che era sul Monte Oppio e dava il nome alla contrada, detta appunto Iseo.
Vi è anche una curiosa leggenda, riferita dal bolognese Armannino Giudice, secondo il quale il Colosseo era un tempio abitato da demoni.
I sacerdoti di questo tempio demoniaco, alla fine di ogni cerimonia, chiedevano agli astanti: «Colis eum?» (<<Lo veneri?». cioè «veneri il capo di questi demoni?,>); da ciò sarebbe derivato il nome del monumento.
La storia dei demoni durò a lungo poiché anche Benvenuto Cellini ne parla dicendo che una notte recatosi là per assistere alle manifestazioni demoniache, il suo compagno Agnolino Gaddi dalla paura «fece una strombazzata di corregge con tanta abundantia di merda, la quale potette più che la zaffetica» (miscela di zolfo con la quale si esorcizzavano i luoghi infestati dai demoni) ed i diavoli fuggirono semiasfissiati.
Il nome Coliseus appare per la prima volta nella celebre profezia del venerabile Beda (VIII secolo!: «Quandiu stat Colysaeus stat Roma: quando cadet Colysaeus cadet Roma et mundus» ma sembra che anteriormente Anastasio bibliotecario l'abbia già chiamato così.
Nonostante la profezia di Beda, il Colosseo corse serio pericolo quando Sisto V- volendo aprire una comunicazione diretta fra Vaticano e Laterano - rispose a chi gli faceva osservare che la via progettata avrebbe incontrato l'anfiteatro: «Si tagli il Colosseo». Ma per fortuna, morì prima.
L'anfiteatro scampò anche ad un altro grosso pericolo: quello di diventare un cimitero. Così scriveva il cardinal Brunetti, segretario di Stato, in una lettera del 22 aprile 1832: «La costituzione di quell'arena, tutta formata di ambulacri tutti più profondi di quanto esige un sepolcro sotterraneo, non avrebbe bisogno per ridursi a cimitero che di essere di mano in mano sterrata onde dar ricetto a cadaveri che potrebbero situarvisi a strati e coprirvisi ciascuno con calce, la quale in breve ne operasse la decomposizione. La situazione appartata in cui è quel monumento.
L'uso sacro cui è dedicato, sembra sia circostanza dal meritare al progetto accoglienza.
D'altronde anche per persone che amassero un distinto monumento sepolcrale, vi sarebbe luogo spazioso onde appagarne la brama in tutti i vasti portici che formano a piano terreno il recinto dell'arena».
E ancora, nel 1671, per esempio, Clemente x fece chiudere gli arconi inferiori, rifugio di banditi e donne di malaffare e questi archi, con i relativi corridoi, divennero depositi di letame, utilizzati in questo modo fino al 1811.
In pratica, parecchie persone se la sono presa con questo monumento, che ha rischiato spesso di esser demolito.
Nemmeno la natura lo ha risparmiato: ben tre terremoti, infatti, lo hanno ridotto all'attuale consistenza.
Due terzi circa della costruzione originaria sarebbe dovuta - ma senza prova storicamente accettabile - ad un tal Gaudenzio che per tutta ricompensa, sarebbe stato gettato alle fiere proprio nel circo che aveva costruito. I travertini caduti furono utilizzati per diverse architetture romane come Palazzo Venezia, la Cancelleria, il porto di Ripetta, le sottostrutture di Ponte Sisto e persino, in parte, per la stessa basilica di S. Pietro e queste costruzioni possono a buon diritto chiamarsi figlie del Colosseo.
Benché storicamente sia provato che mai vi furono esecuzioni di cristiani nell'anfiteatro Flavio, pure la pietà popolare vi appose i segni della fede: la croce, posta nell'Anno Santo del 1750 da S. Leonardo da Porto Maurizio, rimossa dagli anticlericali dopo il 1870 e rimessa in loco nel 1926 (quando si preparava la Conciliazione e non vi dovevano essere motivi di attrito, sia pur minimi) nonché le edicole della Via Crucis, tolte nel 1893. Vale ricordare che nel Medioevo il Colosseo era chiamato, per la sua forma, Rota Colisei.
Colosso di Nerone.
La statua in bronzo dorato, alta circa 35 metri (la più grande in bronzo mai costruita), opera dello scultore greco Zenodoro, rappresentava l'imperatore con la testa radiata come quella del Sole.
Essa era stata innalzata in origine al centro dell'atrio della Domus Aurea, ma quando quello fu occupato da Adriano per la costruzione del Tempio di Venere e Roma, la statua fu trasferita, con l'intervento di dodici paia d'elefanti, dove poi rimase definitivamente, trasformata in immagine del Sole (Helios) fin dal tempo di Vespasiano e tranne la breve parentesi dell'impero di Commodo, quando questi le dette i suoi Irati nelle sembianze di Ercole.

Hotel Colosseo Roma 4 stelle
Hotel Colosseo Roma situato in una stradina del centro storico, questo antico albergo ha un interno piuttosto moderno.
Le camere del hotel Colosseo Roma sono di medie dimensioni, con bagni accettabili; la sala della tv è molto malandata, ma il bar e il ristorante sono abbastanza accoglienti. Le camere dell'ultimo piano hanno una bella vista sul duomo romanico.

Hotel Roma Colosseo 3 stelle
Hotel Colosseo Roma situato nel centro storico della capitale, vicino alla metropolitana, è un albergo piccolo ma elegante. Il bar ha un soffitto decorato da un originale affresco.

Hotel Colosseo Roma 2 stelle
Hotel Colosseo Roma una graziosa stradina conduce alla reception e ai salotti un po fané di questo antico convento.
I tavoli della sala da pranzo sono apparecchiati con fresche tovaglie di lino e nella sala principale vi sono ancora le panche usate dalle monache. Le camere sono semplici ma confortevoli.

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