Soggiorno a Roma

Hotel Roma vicino Montecitorio

Piazza Montecitorio tra piazza Colonna e via degli Uffici del Vicario, Colonna. L'origine della denominazione è incerta; la più probabile è Mons Septorium per la vicinanza con i Saepta, luogo ove si riunivano le centurie per votare, il cui portico era forse lungo la via Lata.
Il monte è ritenuto formato da terra di riporto, scavata per le fondazioni della colossale colonna di Antonino Pio, ma doveva già allora essere in parte formato poiché nel 1871, nel compiere scavi per la costruzione dell'aula Comotto, si rinvennero resti di palafitte, il che significa che il luogo era paludoso. Niente di strano dunque che i Romani avessero cominciato a colmarlo di terra e cocci per eliminare le acque stagnanti.
Altra terra devono piazza di avercela portata i Colonna allorché ridussero il monte a fortezza.
I nomi del monte furono numerosi: nelle bolle di Lucio III e Urbano III è chiamato Mons Acceptabilis, Cencio Camerario lo chiama monte Acceptorum relativo alla chiesa di S. Biagio, nella bolla di Innocenzo IV è indicato come montis Acetoris.
Tutti nomi diversi ma, come si vede, ruotanti intorno al concetto di "citare", "accettare" e ciò è prova logica sull'origine del nome.
Nel 1252 un documento ci indica così i confini del monte: «Fines ad Montem Acceptorium hii sunt: dornus Romanucciorum et synebaldorum, ah al io dom . Macellariorum e t dom. Cesarlinorum, ah allo sunt Zarlonum et Toderinorum». Mentre è facile determinare il luogo ove sorgevano le proprietà dei Cesarini e dei Sinibaldi, nulla si sa sulle altre famiglie citate, salvo forse ad allacciare i Romanucci alla famiglia dei Romani, propaggine dei Papareschi che gravitavano ai margini del Campo Marzio.
Dalle altre forme del nome (acreptoro, acceptolo, citare) nasce l'attuale nome di Citorio. Da scartare peraltro l'ipotesi medievale sull'origine del nome, che lo vuole derivato da "accettare" la terra di riporto.
Nella zona dove poi sorse il palazzo di Montecitorio era l’Ustinum di Marco Aurelio, ovvero il luogo monumentalizzato" della cremazione del corpo dell'imperatore e dei membri della sua famiglia, consistente in un'area lastricata e recintata con transenne tra pilastri di travertino e delimitata da cippi, con al centro un basamento.
La piazza venne completamente rivoluzionata nella sua topografia, allorché Innocenzo XII fece costruire la Curia che da lui prese nome.
Sulla piazza sarebbe dovuta sorgere la colonna votiva in onore di Antonino Pio, rimasta interrata per secoli nei giardini dei Padri della Missione, e recuperata tra il 1704 e 1705 da Francesco Fontana, ma l'architetto, incaricato anche del trasloco, non ci riuscì.
La colonna s'incrinò in due punti (e vi fu scritto sopra Unum et rinum) e finì per crollare a terra, tanto che Pasquino ebbe a dire:
Levatemi dai cui tanta canaglia chi vuol clan io vada al desiaro luogo faccia venir da me Mastro Zabaglia.
Il celebre creatore dei Sampietnni lo Zabaglia, non fu chiamato e Clemente XI dovette rinunciare al suo desiderio.
Fu restaurato il basamento sotto Benedetto XVX con l'opera del Fuga e messo ad ornamento della piazza, finché Pio VI lo fece togliere e trasportare in Vaticano ove è tuttora.
Lastre della colonna vennero invece utilizzate per riparare l'obelisco che si vede oggi sulla piazza (v. la via della Colonna Antonina e Cella Missione).
Sulla piazza fu aperto, nel 1471. il primo spaccio di carta bollata, messa proprio allora in vigore da papa Lambertini; durante l'effimera società romana del 1798, vi fu passato per le armi quel curioso personaggio che fu il generale Gennaro Valentino guappo napoletano divenuto capo della Milizia Urbana durante la rivolta, processato e condannato a morte come spia del re di Napoli, accusa probabilmente infondata.
Al n. 121 fu impiantato il primo ufficio telegrafico fra Roma e Terracina al sud e Roma-Bologna al nord nel 1853; vi fu la prima stazione delle caratteristiche "botticella" romane e fu sede della Calcografia Camerale, prima del trasferimento in via della Stamperia.
La piazza ebbe varie denominazioni: durante il fascismo fu piazza Costanzo Ciano; dopo il colpo di stato, che portò alla caduta di Mussolini, fu piazza 25 luglio; sotto il governo Badoglio, piazza Matteotti, ed infine, nell'infausto periodo della guerra civile, piazza Ettore Muti.
Dopo il 1945, ha ripreso l'antico e storico nome di piazza di Montecitorio.

Hotel Montecitorio Roma 4 stelle
Hotel Montecitorio Roma situato in una tranquilla strada lastricata presso piazza del Popolo. Dimenticherete subito la facciata polverosa e le poltrone un po' stinte del soggiorno non appena avrete visto la vostra camera dalle pareti bianche, il letto in ferro battuto e i candelabri.
Se volete una delle tre camere nell'attico del hotel Montecitorio Roma, che hanno in comune una graziosa terrazza, prenotate con anticipo.

Hotel Roma Montecitorio 3 stelle
Hotel di Montecitorio Roma ha camere semplici ma spaziose, con pavimenti in piastrelle e un paio di bagni con vasca Jacuzzi.
Bar e sala per la colazione sono minuscoli, così i clienti spesso fanno colazione in camera.

Hotel Montecitorio Roma 2 stelle
Tipico hotel di Montecitorio Roma è un piccolo e piacevole albergo, con un'atmosfera amichevole, al terzo piano di un palazzo polveroso (l'entrata è al n. 54).
Nelle stanze e nei corridoi sono appese stampe cinesi, i pavimenti sono lucidi, i soffitti hanno stucchi e i tavoli e i cassettoni il ripiano in marmo. La colazione è servita in camera.

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