Soggiorno a Roma

Hotel Roma vicino Pantheon

Subì numerose spoliazioni: dai Goti, da Costante n, che nel 663 si portò via il tetto di tegole bronzi e dorate, credendolo oro zecchino. copertura risarcita poi da Gregorio III  nel 735.
Anastasio IV vi edificò accanto un patriarchio  e nel 1434, Eugenio vi iniziò ad isolare il tempio, opera compiuta soltanto alla fine del secolo scorso, auspice Guido Baccelli.
Pio IV restaurò la magnifica ed originaria porta bronzea; Urbano VIII restaurò il frontespizio e fece costruire dal Bernini, quei due buffi campaniletti che i romani battezzarono «le orecchie d'asino», tolti soltanto nel 1883.
Ancora Alessandro VII restaurò il portico (le cui colonne sembra provenissero dalla Gallura, ricca di cave di granito) e vi fece aggiungere, all'angolo sinistro, le due colonne mancanti utilizzandone due trovate nei pressi di piazza Madama.
Scomparso, invece, il campanile che Pandolfo della Suburra, arciprete, aveva fatto costruire nel 1270.
Vi sono numerose ed illustri sepolture: quelle dei re d'Italia Vittorio Emanuele II e Umberto I nonché della regina Margherita; quella dei Crescenzi e dei Porcari.
Ma la tomba più famosa e che scatenò al tempo del ritrovamento un vero putiferio fu quella del grande Raffaello.
Nel 1833, furono ritrovate ed esaminate le ossa dell'urbinate, senza possibilità di dubbio.
Si dette però il caso che l'Accademia di S. Luca aveva fino ad allora conservato un teschio, vanto della stessa Accademia ed al quale erano tributati grandi onori, che si asseriva esser quello dell'Urbinate, ritrovato da Carlo Maratta. Logico che l'Accademia volesse conservare il proprio cimelio e si opponesse quindi con tutte le sue forze al riconoscimento di quelle povere ossa per quelle di Raffaello.
Fu suggerito alla stessa Accademia di dichiarare che il teschio in loro possesso era quello di Raffaello bambino, ma la proposta non fu accolta.
Le polemiche si accesero talmente fra i dotti ed i non dotti, che suscitarono perfino lo sdegno di Gioachino Belli che ne fece un sonetto:
La chiesa conservò per molti secoli, la reliquia del Volto Santo chiusa in una cassa con tredici  chiavi, ognuna delle quali era custodita dal Caporione degli allora treclici rioni romani.
Due le grandi e caratteristiche feste che si svolgevano nel ricorisacrato Pantheon: una il giorno dell'Assunta.
Nella  quale un marchingegno faceva salire in cielo e lì scomparire. un simulacro della Vergine: l’altra, nella domenica fra Ascensione e Pentecoste chiamata dai Romani Domenica delle Rose, nella quale, durante la messa papale, si faceva cadere sui fedeli dall'impluvium, una fitta pioggia di petali di rosa per ricordare il miracolo della Pentecoste.
Caratteristica anche l'esposizione d'arte che si teneva sotto il pronao del tempio, ad una delle quali partecipò anche Salvator Rosa. L'uso è cessato nel secolo scorso.

Hotel Pantheon a Roma 4 stelle
Questi hotel del Pantheon di Roma si trovano in posizione strategica non lontano dal centro e ottimamente collegato ai mezzi, offrono tutti i comfort di lusso quali parcheggio pulizia bar ristorante.
L’accoglienza degli hotel di Pantheon di Roma è accogliente e l’arredamento delle camere è rifinito e estremamente di lusso.

Hotel Roma in Pantheon 3 stelle
Molti hotel di Pantheon a Roma economici si trovano nelle vie limitrofe e offrono tariffe agevolate nei week end.
Gli hotel a Pantheon si trovano in edifici nuovi o ristrutturati in ambienti tranquilli.

Hotel a Pantheon Roma 2 stelle
Classico hotel di Pantheon a Roma stile pensione dove alla convenienza si unisce l’ambiente familiare a poca distanza dal centro.

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